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300(2007)

300

Diretto da : Zack Snyder

300-22

ANNO : 2007
DURATA : 117 min.
GENERE : Azione,Guerra,Epico
Sceneggiatura : Zack Snyder, Kurt Johnstad, Michael Gordon
Produttore esecutivo :  William Fay, Craig J. Flores, Scott Mednick, Frank Miller, Deborah Snyder, Thomas Tull, Ben Waisbren
Distribuzione(Italia) : Warner Bros

Trama

Delios, un soldato spartano, narra la vita di Leonida, dalla sua dura gioventù alla sua ascesa al trono di Sparta. Tutto ebbe inizio un anno prima, quando un messaggero persiano si presentò a Sparta, chiedendo la loro sottomissione per conto del re Serse. Come risposta alla richiesta, Leonida e gli spartani uccidono il messaggero e le sue guardie gettandoli in un pozzo. Consapevole di avere innescato una nuova guerra contro i persiani, Leonida si reca dagli efori per esporre il suo piano per contrastare i persiani, che consiste nel creare un blocco di soldati in una stretta gola alle Termopili. Gli Efori sono riluttanti, e decidono di consultare l’Oracolo, la quale dichiara che gli spartani non possono andare in guerra durante la festività religiosa delle Carnee. In realtà gli Efori sono stati corrotti dai persiani e quindi interpretano le profezie in modo da fermare Leonida.

Nonostante gli avvertimenti Leonida raggruppa 300 dei migliori guerrieri spartani e si avvia a combattere contro i Persiani; formalmente i 300 sono la sua “guardia personale” e quindi il re non viola le richieste dell’Oracolo. Durante il viaggio un gruppo diArcadi si unisce alla spedizione. Arrivati alle Termopili, gli spartani rimettono in sesto i muri focesi con i cadaveri degli esploratori persiani costringendo l’esercito nemico a infilarsi in una stretta gola. La battaglia da affrontare sarà durissima: i persiani infatti possiedono un esercito enorme. Leonida incontra Efialte, uno spartano deforme salvato da una morte certa in tenera età: la società di Sparta, infatti, è molto rigida: solo i bambini sani possono vivere, quelli deformi sono gettati in un dirupo. Efialte informa il re dell’esistenza di un sentiero segreto tramite il quale è possibile aggirare le Termopili, quindi gli chiede di poter combattere con i 300 Spartani per riscattare l’onore del padre. Nonostante Leonida apprezzi lo spirito guerriero di Efialte, lo rifiuta, poiché non riesce a sollevare il suo scudo: ciò danneggerebbe la falange spartana.

Il primo giorno inizia il combattimento e l’imponente esercito di persiani, seppur numerosissimo, soccombe alla falange degli spartani che vincono la battaglia provocando perdite enormi tra i Persiani, compiendo un massacro dei soldati di Serse; i Persiani lanciano contro Leonida ed i suoi soldati un turbine di frecce che si conficca negli scudi nemici ma non riescono a colpire alcun soldato per via della protezione di Leonida e dei suoi guerrieri. Serse, impressionato dalla tenacia dei soldati di Leonida, si reca a parlare personalmente con il re Spartano e gli offre, in cambio della resa, il titolo di generale di tutta la Grecia, ma Leonida rifiuta l’offerta. Di sera, Serse manda a combattere gli Immortali, mostruosi e pericolosi guerrieri vestiti di nero che indossano spaventose maschere di metallo. Questi danno molto filo da torcere nell’esercito di Leonida: diversi spartani perdono la vita, mentre Leonida affronta un’enorme energumeno Immortale che riesce ad uccidere decapitandolo. Infine, il re spartano aggira i nemici con l’appoggio degli Arcadi e riesce a sterminarli provocando altrettante perdite.

Il secondo giorno, Serse scaglia contro i soldati la fanteria persiana oltre a un enorme rinoceronte da guerra, che viene abbattuto da Astinos, il figlio del capitano. Serse allora invia prima i genieri dotati di esplosivi e gli elefanti da guerra. Entrambi gli attacchi falliscono miseramente. Un cavaliere persiano, sbucato all’improvviso dalla nebbia, uccide decapitandolo Astinos e il padre, dopo aver abbattuto i persiani, si dispera al tal punto che viene trascinato con forza da tre spartani. Ha termine così la dura e lunghissima battaglia di Leonida e dell’esercito di Serse. Nel frattempo, Efialte si reca nel campo dei persiani e in cambio di una posizione di prestigio all’interno dell’esercito di Serse rivela il percorso segreto per attraversare le Termopili, furioso per essere stato rifiutato. Quando si scopre la mossa di Efialte, gli Arcadi si ritirano e Leonida ordina a Delios di partire con loro e tornare a Sparta, per raccontare a tutta la Grecia le loro gesta.

Intanto a Sparta Terone concupisce la regina Gorgo, moglie di Leonida, che, in cambio di favori sessuali, lo avrebbe potuto aiutare a convincere il consiglio di Sparta. Al consiglio inaspettatamente, Terone non soltanto non sostiene la regina ma l’accusa di adulterio davanti all’intero consesso. La regina furente per gli insulti uccide Terone con un pugnale. Questi cade a terra morto e alcune monete persiane con il volto di Serse rotolano per il consiglio, che rendono palese il suo tradimento. Alle Termopili i persiani circondano gli spartani da tutti i lati e i messaggeri di Serse chiedono la resa di Leonida. Il Grande Re offre nuovamente il governo della Grecia a Leonida in cambio della sua sottomissione ma Leonida, con un attacco a sorpresa, uccide il messaggero che gli stava di fronte e Serse ordina all’esercito di uccidere Leonida. Intanto gli Spartani attaccano e si difendono, facendo da diversivo a Leonida, che si appresta a scagliare la propria lancia verso Serse. Leonida quindi scaglia la lancia e ferisce la guancia di Serse, mantenendo la promessa fatta al Re dei Re prima della battaglia nonostante lui e i suoi 300 spartani soccombano sotto le frecce dei persiani.

Nel finale, Delios termina il racconto delle gesta di Leonida e dei suoi 300 davanti all’esercito di Spartani e Greci di tutto il paese, pronti ad affrontare l’esercito persiano. Egli ricorda che quell’esercito che riuscì con estrema difficoltà a vincere 300 spartani ora dovrà tremare davanti a 10.000 spartani e a 30.000 greci provenienti dalle altre città stato. Ha così inizio la battaglia di Platea, che vedrà vittoriosa la Grecia e segnerà la fine dell’invasione.

Discorso finale di Delio

 

Frasi più belle

1° posto

Ricorda chi eravamo, ricorda perchè siamo morti.

2° posto

Persiani, venite a prenderle

3° posto

Dite grazie soldati, a Re Leonida, e ai prodi 300!

4° Posto

“Addio amore mio”. Non lo dice. Non c’è spazio per la tenerezza, non a Sparta. Non c’è posto per la debolezza. Solo i duri e i forti possono definirsi Spartani. Solo i duri. Solo i forti.

5° posto

“Ricorda chi eravamo”. L’ordine più semplice che un re possa dare. “Ricorda perché siamo morti”. Lui non desiderava tributi, o canzoni, o monumenti, o poemi di guerra e coraggio. Il suo desiderio era semplice: “ricorda chi eravamo”, così mi ha detto. Era la sua speranza, se un anima libera dovesse arrivare in questo luogo, negli innumerevoli secoli di là da venire, possano tutte le nostre voci sussurrarti dalle pietre senza età, “va’ a dire agli spartani, viandante, che qui, secondo la legge di Sparta, noi giacciamo”. E così il mio re è morto. E i miei fratelli sono morti. Appena un anno fa. A lungo ho pensato alle parole del mio re, criptiche parole di vittoria. Il tempo gli ha dato ragione, perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi 300 soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la speranza difesa da questa nazione. Ora, qui su questo aspro frammento di terra chiamato Platea, le orde di Serse affrontano la loro disfatta! [Urlo dei soldati] Lì davanti i barbari si raccolgono, è nero il terrore che afferra saldo i loro cuori, con dita di ghiaccio; conoscono molto bene gli impietosi orrori che hanno sofferto per le lance e le spade dei 300 spartani, e ora fissano lo sguardo su questa pianura dove ci sono 10.000 Spartani alla testa di 30.000 liberi Greci! [Urlo dei soldati] Le forze del nemico ci superano di sole 3 volte! Buon segno per tutti i Greci. Quest’oggi noi riscattiamo il mondo dal misticismo e dalla tirannia e lo accompagniamo in un futuro più radioso di quanto si possa immaginare. Dite grazie soldati, a Re Leonida e ai prodi 300! Alla vittoria!


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