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Ma tu di che segno sei (2014)

Ma tu di che segno sei (2014)

ma tu di che segno sei

Genere
Commedia
Durata
99 minuti
Regista
Neri Parenti
Uscita ITA
11 dicembre 2014

TRAMA

Lou non riesce a trovare lavoro. Un giorno assiste per caso a un incidente stradale e ha un’illuminazione: si procura una videocamera e da quel momento passa le notti correndo sui luoghi delle emergenze, per riprendere le scene più cruente e vendere il materiale ai network televisivi. La sua scalata al successo lo rende sempre più spietato finché, pur di mettere a segno uno scoop sensazionale, arriva a interferire pericolosamente con l’arresto di due assassini…

CAST

Massimo Boldi
Massimo Boldi 23 Luglio 1945 Interpreta Carlo Rabagliati
Ricky Memphis
Ricky Memphis 29 Agosto 1968 Interpreta Saturno Bolla
Luigi Proietti
Luigi Proietti 2 Novembre 1940 Interpreta Giuliano De Marchis
Vincenzo Salemme
Vincenzo Salemme 24 Luglio 1957 Interpreta Augusto Fioretti
Pio D�Antini
Pio D´Antini 25 Agosto 1983 Interpreta Piero Lo Muscio “Orion”
Amedeo Grieco
Amedeo Grieco 20 Agosto 1983 Interpreta Andrea Tricarico
TRAILER 
RECENSIONE

Carlo è un industriale ipocondriaco che ha l’esclusiva dei servizi fotografici scattati al pontefice. Quando viene convocato a Roma dal Vaticano si mette in viaggio sfidando la paura dei contagi. Saturno è un tecnico specializzato nell’installare parabole e terrorizzato dalle donne dell’ariete: peccato che la sua ragazza ideale appartenga proprio a quel segno zodiacale. Giuliano è un avvocato pronto a difendere i peggiori “zozzoni”. Ma una caduta gli farà perdere la memoria e l’istinto prevaricatore. Augusto è un maresciallo dei carabinieri gelosissimo della figlia 17enne la cui missione è allontanare dalla ragazza tutti i possibili fidanzati. Piero e Andrea, infine, sono amici foggiani che sbarcano il lunario l’uno sfornando oroscopi di fantasia, l’altro fingendosi vittima di incidenti stradali per ottenere i denari delle assicurazioni. Quando nella vita di Andrea entra la bella Monica gli imbrogli dei due amici si moltiplicano.
I fratelli Vanzina alla sceneggiatura e Neri Parenti alla regia uniscono le forze per confezionare un cinepanettone antico e asfittico. Esiste una grande differenza fra l’umorismo politically incorrect e le battute e gag più becere su donne, gay, trans, neri e cinesi: sarebbe ora che certa commedia italiana lo capisse, entrando finalmente nel Ventunesimo secolo. Anche perché di un certo umorismo greve oggi non ride (quasi) più nessuno. Spiace soprattutto vedere sprecato il talento di interpreti dagli ottimi tempi comici come Gigi Proietti, ma anche i più giovani Angelo Pintus e Amedeo Grieco, per non parlare di Ricky Memphis, che interpreta un maschilista della peggior specie con evidente disagio. Spiace anche constatare che autori di talento come i Vanzina e un regista di mestiere come Parenti sinergizzino al ribasso, creando un prodotto molto al di sotto delle loro capacità, e della possibile evoluzione del pubblico.

 

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Ultima modifica : 27/12/2014

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Un natale stupefacente (2014)

Un natale stupefacente (2014)

un natale stupefacente

Genere
Commedia
Durata
100 minuti
Regista
Volfango De Biasi
Uscita ITA
18 dicembre 2014

TRAMA

Alla vigilia delle feste natalizie, zio Lillo e zio Greg sono improvvisamente costretti a prendersi cura del nipotino di 8 anni. I suoi genitori sono stati erroneamente arrestati per coltivazione di sostanze stupefacenti. I due zii sono molto diversi tra loro, e inadeguati a tale compito. Greg, single rockettaro, cercherà l’aiuto di Genny. Lillo, appena lasciato dalla moglie e geloso del nuovo compagno di lei, un coatto tatuatore, approfitterà della situazione per riconquistarla. A complicare le cose, le visite a sorpresa di due zelanti ma bizzarri assistenti sociali alla “strana famiglia”, per verificarne l’idoneità.

CAST

Pasquale Petrolo
Pasquale Petrolo (52 anni)27 Agosto 1962 Interpreta Remo
Claudio Gregori
Claudio Gregori (51 anni)17 Novembre 1963 Interpreta Oscar
Ambra Angiolini
Ambra Angiolini (37 anni)22 Aprile 1977 Interpreta Genny
Paola Minaccioni
Paola Minaccioni (43 anni)25 Settembre 1971 Interpreta Marisa
Paolo Calabresi
Paolo Calabresi   1964Interpreta Giustino
Niccol� Calvagna
Niccolò Calvagna (8 anni)31 Maggio 2006 Interpreta Matteo
TRAILER 

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RECENSIONE

Alla vigilia delle feste natalizie, zio Remo e zio Oscar (rispettivamente Lillo e Greg) sono improvvisamente costretti a prendersi cura del nipotino di 8 anni. I suoi genitori sono stati erroneamente arrestati per coltivazione di sostanze stupefacenti. I due zii sono molto diversi tra loro, e inadeguati a tale compito. Oscar, single rockettaro, cercherà l’aiuto di Genny (Ambra Angiolini). Remo, appena lasciato dalla moglie (Paola Minaccioni) e geloso del nuovo compagno di lei, un coatto tatuatore (Paolo Calabresi), approfitterà della situazione per riconquistarla. A complicare le cose, le visite a sorpresa di due zelanti ma bizzarri assistenti sociali (Francesco Montanari e Riccardo De Filippis) alla “strana famiglia”, per verificarne l’idoneità. Gag a catena, equivoci improbabili, situazioni esilaranti, vi faranno trascorrere un Natale indimenticabile.

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Andiamo a quel paese (2014)

Andiamo a quel paese (2014)

andiamo a quel paese

Genere
Commedia
Durata
90 minuti
Regista
Valentino Picone , Salvatore Ficarra
Uscita ITA
6 novembre 2014

TRAMA

Salvo e Valentino sono due amici che, rimasti disoccupati, abbandonano la grande città per rifugiarsi nel piccolo paese d’origine, Monteforte, dove la vita è meno cara ed è più facile tirare avanti. L’impatto con la nuova realtà non risulterà per nulla facile: i due si ritroveranno a vivere in un contesto diverso da quello che si erano immaginati: un paese pieno di anziani, da cui però è impossibile non poter trarne beneficio. Ogni anziano rappresenta una pensione, un bel bottino per i due disoccupati…

CAST
Salvatore Ficarra
Salvatore Ficarra 27 Maggio 1971 Interpreta Salvo
Valentino Picone
Valentino Picone 23 Marzo 1971 Interpreta Valentino
Tiziana Lodato
Tiziana Lodato 10 Novembre 1976 Interpreta Donatella
Lily Tirinnanzi
Lily Tirinnanzi   Interpreta Zia Lucia
Fatima Trotta
Fatima Trotta 2 Luglio 1986 Interpreta Roberta
Ludovico Caldarera
Ludovico Caldarera   Interpreta Carmelo
TRAILER 

RECENSIONE

Valentino e Salvo, disoccupati in cerca di fortuna e raccomandazione, lasciano Palermo per il paese, dove Valentino è nato e ha piantato la donna dei suoi sogni. La situazione a Monteforte non è però promettente, la gente mormora tra piazza, chiesa, bar e barbiere. L’età matura dei paesani ispira Salvo che risolve di (soprav)vivere con la pensione della suocera e di ogni zio e zia provvisto di ‘utile’. Accolti e costretti a un regime alimentare severo, che li conservi in salute e in vita, i ‘pensionanti’ delegano vita e ritiro pensione a Salvo e Valentino, che comprano la prima auto nuova e provano a godersi il quotidiano. Ma uno dopo l’altro gli ospiti senili trapasseranno, gettando Salvo nella più completa disperazione. Irriducibile e ostinato, convince Valentino a sposare la zia Lucia per garantirsi con la sua pensione il futuro. Niente tuttavia andrà secondo i suoi piani. Perché la vita è sempre in agguato.

Ci risiamo, Andiamo a quel paese, commedia assolatissima della coppia Ficarra e Picone, è ancora una volta incentrata sulla parola e senza nessun interesse rispetto alla visione. Ma se il loro quarto film produrrebbe il medesimo risultato recitato in radio, se non altro questa volta prova a dialogare con la situazione archetipica e sociale in cui Andiamo a quel paese è calato. La commedia gioca allora la carta della denuncia del malcostume politico e culturale italiano, in cui i figli faticano a diventare protagonisti del loro tempo e gli adulti ‘delegano’. I grandi sono madri, nonne e nonni, zie e zii in piena crisi di identità, al punto da svendere i sentimenti e venderli al migliore offerente, pensione compresa.
Tra populismo e corruzione, a mancare secondo Salvo Ficarra e Valentino Picone sono i principi morali, la volontà e il pudore. In assenza di regole e leggi si scialacquano le sostanze e si insidiano le zie. Ma davvero l’unico patrimonio culturale trasmettibile alle generazioni future sono le pensioni? Evidentemente no e il film prova ad assegnare a ogni cosa il giusto peso, una forza spirituale e un’onda che ‘bagna’ anche la Chiesa e il desiderio di amore dei suoi ministri. L’epopea sgangherata del duo scioperato, alle prese col ‘debito pubblico’ accumulato dai padri, coi genitori detentori di ‘ricchezza’ mobiliare o immobiliare e coi trasferimenti intra-familiari, per la prima volta non sembra derivare da operazioni comiche radicate nei tempi e nei ritmi degli sketch televisivi ma provenire da una poetica cinematografica e da precisi filoni della commedia all’italiana.
L’attualizzazione socio-antropologica del soggetto si appoggia finalmente su un testo scritto per l’occasione e uno sviluppo narrativo più volte affrancato dalla vis comica dei protagonisti. L’addizione di battute comiche lascia il posto all’evoluzione del soggetto, che mormora un mormorio anti-istituzionale (e confessionale) nemmeno troppo sottotraccia. Sotto il cielo, come dice il giovane prete venuto dal Trentino a miracol mostrare, forse si agita qualcosa di nuovo, una risata sovvertitrice. I problemi sorgono al solito sulla messa in scena, un nulla visivo che non valorizza l’idea di partenza.
Troppo occupati a favorire la mimesi e la comprensione spettatoriale, Ficarra e Picone non riescono ancora a ragionare in termini cinematografici. Per gli attori siciliani nati stanchi il cinema sembra uno dei tanti luoghi sui quali spalmare la loro identità multimediale piuttosto che il coronamento di una carriera. Iperdinamico l’uno e mite l’altro, Ficarra e Picone insistono a darsi alla macchina da presa senza preoccuparsi troppo della specificità del mezzo. A loro favore rema comunque una generosità attoriale che invalida in più di un’occasione il grado zero della regia, accomodata sulla voce over e su quella inside di Nino Frassica. Voci che raccordano la storia e la conducono verso un finale nero. Un epilogo amaro che reclama ‘implorando’ l’urgenza di un ricambio generazionale delle classi dirigenti.

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Ultima modifica : 27/12/2014

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L’amore bugiardo(2014)

L’amore bugiardo

l'amore bugiardo

ANNO : 2014
DURATA : 149 min.
GENERE : Drammatico, thriller
Sceneggiatura : Gillian Flynn
Regia David Fincher
Produttore esecutivo : Leslie Dixon, Bruna Papandrea
Distribuzione(Italia) : 20th Century Fox

Trama

Amy e Nick sono sposati da 5 anni e vivono nel Missouri, dove si sono trasferiti per stare vicini alla mamma di Nick, affetta da un tumore. In apparenza sono la coppia perfetta, belli, affiatati, condividono la passione per la scrittura e una bella casa, e hanno affrontato assieme le difficoltà economiche causate dalla recessione del 2009. Il giorno del quinto anniversario, però, Amy scompare nel nulla, lasciando la casa a soqquadro e tracce di sangue che, ben presto, portano Nick ad essere indagato per il suo omicidio. Tutti gli indizi sembrano portare a lui, perlomeno agli occhi della detective e della gogna mediatica che vede Nick con antipatia e riconosce in lui il ritratto del serial killer perfetto: per coprire la sua infedeltà coniugale e sbarazzarsi della moglie che si scopre essere incinta al momento della scomparsa, Nick l’avrebbe uccisa, forse con la complicità della sorella gemella Margot con cui condivide la gestione di un bar. Ma qualcosa non torna in questo omicidio apparentemente perfetto, e sarà la stessa Amy a svelare, un pezzo alla volta, tutti i tasselli del suo diabolico piano, studiato con freddezza.

INTERPRETI & PERSONAGGI

l'amore bugiardo

Ben Affleck: Nick Dunne
Rosamund Pike: Amy Elliott-Dunn
Neil Patrick Harris: Desi Collings
Tyler Perry: Tanner Bolt
Carrie Coon: Margo Dunne
Kim Dickens: Detective Rhonda Boney
Patrick Fugit: Detective Jim Gilpin
Emily Ratajkowski: Andie Fitzgerald
Missi Pyle: Ellen Abbott
Lisa Banes: Marybeth Elliott
David Clennon: Rand Elliott
Casey Wilson: Noelle Hawthorne
Sela Ward: Sharon Scheiber
Boyd Holbrook: Jeff
Lola Kirke: Greta
Scoot McNairy: Tommy O’Hara
Lee Norris: Agente di polizia

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Ultima modifica : 26/12/2014

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Il ricco,il povero e il maggiordomo(2014)

Il ricco,il povero e il maggiordomo

Il film di Natale di Aldo, Giovanni e Giacomo: un film sul tema del fallimento, economico e personale

Il ricco, il povero e il maggiordomo

ANNO : 2014
DURATA :  102 min.
GENERE : Commedia
Sceneggiatura : Aldo, Giovanni & Giacomo, Morgan Bertacca, Valerio Bariletti, Pasquale Plastino
Produttore esecutivo : Paolo Guerra
Distribuzione(Italia) : Medusa film

TRAMA

Giacomo è un broker convinto che ci sia “un solo obiettivo nella vita: mandare la palla in buca”. Giovanni è il suo maggiordomo tuttofare, aspirante guerriero ninja e innamorato della domestica venezuelana Dolores. Aldo è il venditore ambulante che Giovanni, nel ruolo di autista di Giacomo, investe in pieno. Invece di rimborsargli il danno, Giacomo trasforma Aldo in un servo tuttofare, fino a quando il principale investimento del broker (nello stato libero del Burgundy) cade vittima di un colpo di Stato. Da quel momento i tre malcapitati devono unire le forze per tirarsi fuori dai guai.
Aldo, Giovanni e Giacomo tornano dietro la cinepresa, questa volta affiancati da Morgan Bertacca, per confezionare il loro film di Natale, e scelgono con un certo coraggio di strutturare la loro comicità intorno al quantomai attuale (e doloroso) tema del fallimento, tanto quello economico quanto quello personale, poiché per molti oggi i due coincidono. La morale del film fa invece un distinguo fra denaro e identità, e rifiuta la dicotomia perdenti/vincenti, in quanto categorie soggettive e riduttive.
Qui c’è tutto l’universo del trio: la Milano dei quartieri, la goffaggine di Aldo, la petulanza di Giacomo, il buon senso meneghino di Giovanni, e quello spirito garbato a metà fra il goliardico e il naif che trova anche ne Il ricco, il povero e il maggiordomo momenti di comicità, soprattutto nelle scene in cui i tre sono costretti ad una convivenza forzata sotto lo sguardo truce della madre di Aldo. La forza comica di AGeG, fin dai tempi del cabaret, sta proprio nel comprimere tre personalità diverse in uno spazio angusto facendole inciampare l’una nell’altra. Per questo non appena i tre escono da quello spazio comune, o lo spazio si allarga, la loro comicità perde coesione e originalità. Il ricco, il povero e il maggiordomo alterna fra i due estremi: lavoro di squadra e assoli, i primi spesso divertenti, i secondi immancabilmente puerili.
La regia si avventura lungo sentieri (per il trio) inesplorati, creando “entrate in scena” originali, ma resta ancorata ai codici televisivi, senza grandi guizzi. Anche il ritmo narrativo è quello caratteristico dei tre: mai troppo veloce, talvolta “sbullonato”, aperto alle occasionali improvvisazioni. La vera marcia in più sono gli attori di contorno – Giuliana Lojodice nel ruolo della mamma di Aldo, facilmente riconducibile allo stereotipo dell’arpia castrante e invece interpretato con umanità e spiragli di dolcezza; Massimo Popolizio nei panni di un burbero prete da oratorio (ma quando daranno a questo grande attore un film tutto suo?); Guadalupe Lancho nelle forme procaci di Dolores, cui regala tempi comici precisi e una verve “latina” mai eccessivamente macchiettistica.

 

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Ultima modifica : 26/12/2014

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